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Non sono africano perché sono nato in Africa ma perché l’Africa è nata in me.

– Kwame Nkrumah

Ubuntu è un’antica parola africana che significa “umanità verso gli altri”. Vuol dire che “Io sono ciò che sono, grazie a chi tutti noi siamo”. Nella cultura dell’Africa meridionale, il “sé” non è separato dal mondo, ma è un’unica cosa con l’ambiente naturale e sociale che lo circonda. C’è un proverbio Xhosa che è comune a tutte le culture e lingue africane,”Umuntu ngumuntu ngabantu” che tradotto letteralmente dice: “Una persona è una persona, attraverso le persone”.

La stragrande maggioranza delle persone che vivono in Africa sono indigene ma sono tantissimi anche coloro che, provenienti da tutto il mondo e nel corso dei secoli, sono emigrati e si sono stabiliti in questo continente.

Gli arabi giunsero in nord Africa dal Medio Oriente nel 7°secolo, D.C., portando con loro la religione Islam. Gli europei cominciarono a stabilirsi nella parte meridionale del continente verso la metà del 17°secolo, così come le popolazioni dell’Asia meridionale che si stabilirono nelle zone degli attuali Uganda, Kenya, Tanzania e Sudafrica.

MUSEO DELL’APARTHEID

L’Apartheid non è storia lontana e, per comprendere meglio il significato di ciò che è stata, una visita a questo museo è molto utile. Il museo è il risultato di un eccezionale lavoro di storici, architetti e registi, ed offre una visione profondamente immersiva di ciò che ha significato il mondo della segregazione razziale, suportata dalle istituzioni. Entrare all’Apartheid Museum è come fare un viaggio nel cuore delle tenebre per poi tornare alla luce. E’ un percorso fortemente emotivo pensato per incoraggiare i visitatori a mettersi in condizione di conoscere i fatti, per evitare che simili orrori si ripetano. Al termine del percorso i giardini del museo offrono uno spazio di riflessione all’interno di un paesaggio tipicamente sudafricano che tiproduce la bellezza aspra del nostro paese.

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ZEITZ MOCAA

Il Museo Zeitz di Arte Contemporanea Africana, primo nel suo genere in Africa, espone diverse opere d’arte moderna provenienti da tutto il continente.Tra i capolavori da non perdere: la proiezione su nove schermi di Isaac Julien intitolata Ten Thousand Waves, la pittura blu di Chris Ofili e la scultura Dragon di Nicolas Hlobo. L’installazione di El Loko, costituita da nove massicci dischi di vetro inciso che formano il pavimento del giardino sopraelevato, fa venire le vertigini. Camminandoci su, si ha la sensazioni che potrebbero rompersi e lasciarti cadere nel vuoto, dall’alto di 33 metri, fin nell’atrio sottostante del museo.

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LA CULLA DELL’UMANITA’

Riconosciuto come il luogo di origine dell’umanità, il Cradle of Humankind è uno degli otto siti in Sudafrica dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Qui, e più precisamente a Taung nella provincia sudafricana del North West, nel 1924 furono ritrovati i resti del primo ominide, l’Australopithecus. L’area vanta 13 siti di scavo insigniti del titolo di patrimonio nazionale e riconosciuti come tali internazionalmente. Trovandosi a solo un’ora d’auto da Johannesburg, è una tappa imperdibile per coloro che vogliono fare un salto indietro nella storia dell’umanità, visitando i siti archeologici, Maropeng e le grotte di Sterkfontien.

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